{"id":30340,"date":"2026-04-13T09:15:35","date_gmt":"2026-04-13T09:15:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.saiebologna.it\/?p=30340"},"modified":"2026-04-13T16:04:22","modified_gmt":"2026-04-13T16:04:22","slug":"intervista-kimia-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/saiebologna-staging2026.senaf.it\/it\/saie-lab\/intervista-kimia-2026\/","title":{"rendered":"Intervista a Kimia"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"contentTitle1\">Intervista a KIMIA, sponsor della seconda tappa dei SAIE Lab 2026, in programma a Perugia il 22 aprile<\/h3>\n<p>Nel 2026 i <strong>SAIE Lab<\/strong> si trasformano in un vero e proprio percorso di avvicinamento a <strong>SAIE Bologna 2026 (7\u201310 ottobre 2026)<\/strong>: non pi\u00f9 singoli appuntamenti, ma un format integrato che attraversa l\u2019Italia con cinque tappe dei <em><strong>SAIE Lab | On Tour<\/strong><\/em>, dedicate ai temi chiave dell\u2019innovazione nel mondo delle costruzioni e che trova il suo momento di sintesi e rilancio nel <em><strong>SAIE Lab | Live<\/strong><\/em> in fiera.<\/p>\n<p>Dopo la prima tappa di Reggio Emilia, il tour prosegue con il prossimo appuntamento a <strong>Perugia<\/strong> il <strong>22 aprile<\/strong>, per poi continuare il suo itinerario nelle citt\u00e0 di Napoli, Brescia e Genova.<\/p>\n<p>In vista della tappa perugina, incontriamo <strong>Federico Picuti<\/strong> di <strong>KIMIA<\/strong>, sponsor dell\u2019evento.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em><strong>Per aumentare le opportunit\u00e0 di connessione all\u2019interno della sua community, anche quest\u2019anno SAIE organizza i SAIE Lab, eventi sul territorio di avvicinamento alla fiera.<br \/>\nKIMIA partecipa al focus di Perugia dedicato a ricostruzione, restauro, sismica ed efficientamento: quali soluzioni KIMIA porta oggi nei settori della ricostruzione, del restauro e dell\u2019adeguamento sismico, e in che modo queste contribuiscono a migliorare la sicurezza, il monitoraggio, l\u2019efficientamento energetico e il comfort degli edifici?<br \/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Qualsiasi innovazione \u00e8 sempre il frutto di un processo e di un percorso. Il nostro \u00e8 iniziato nel 1979 ed \u00e8 partito fin dal principio con uno scopo preciso: recuperare il patrimonio edilizio, renderlo pi\u00f9 bello e sicuro, <strong>evitare il consumo di suolo<\/strong>. Sono tutti concetti per i quali ora c\u2019\u00e8, giustamente, un\u2019attenzione particolare, ma per KIMIA temi come questi erano importanti gi\u00e0 all\u2019epoca. Oggi, grazie a quella visione, abbiamo acquisito un\u2019esperienza unica nel settore. Esperienza che ci permette al momento di poter proporre sul mercato <strong>la gamma pi\u00f9 ampia e completa in Italia di sistemi di consolidamento strutturale<\/strong> certificati, di supportare senza compromessi i professionisti nell\u2019individuazione delle migliori soluzioni d\u2019intervento e di contribuire in modo attivo alla ricerca scientifica in svariati ambiti. L\u2019esperienza ci ha permesso inoltre di migliorare nel corso degli anni formulati e cicli di lavorazione, riducendo i tempi di posa e semplificando le modalit\u00e0 applicative, anche anticipando le esigenze pi\u00f9 specifiche. Cito a questo proposito la nostra linea di <strong>malte di pura calce<\/strong> idraulica naturale, Tectoria, che al suo interno comprende soluzioni per realizzare intonaci deumidificanti macroporosi, incollaggi di superfici affrescate, iniezioni di murature a sacco e rasature interne ed esterne. KIMIA propone malte totalmente esenti da cemento da decenni, eppure prodotti come questi vengono presentati sul mercato come una risposta recente alle attuali esigenze di sostenibilit\u00e0 e compatibilit\u00e0. Lo stesso discorso pu\u00f2 essere fatto per i compositi. Sembrano tecnologie \u201cnate\u201d all\u2019incirca agli inizi degli anni Duemila, in realt\u00e0 <strong>le prime applicazioni<\/strong> in ambito strutturale con le nostre resine e con i nostri tessuti in fibra di vetro prima, e di carbonio poi, <strong>risalgono a 40 anni fa<\/strong>. Il fatto di aver anticipato molte tendenze nel settore con largo anticipo \u00e8 sicuramente motivo d\u2019orgoglio ma \u00e8 anche uno stimolo a innovare ancora.<\/p>\n<p><em><strong>Quanto \u00e8 importante per la vostra azienda la connessione con il territorio?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Per KIMIA il legame con l\u2019Umbria \u00e8 <strong>fondamentale e strettissimo<\/strong>. Il nostro territorio ha sicuramente inciso sulle scelte compiute nei primi anni di attivit\u00e0 e incide tutt\u2019ora nelle scelte pi\u00f9 strategiche. Non solo per la presenza di un vasto patrimonio edilizio e architettonico, ma per l\u2019esistenza di competenze ed esperienze consolidate proprie degli attori locali: dai funzionari pubblici ai progettisti, dalle imprese esecutrici al mondo della ricerca. Nel corso degli anni c\u2019\u00e8 stata, in tal senso, <strong>una crescita comune notevole<\/strong>. Ci\u00f2 ha permesso di mettere a fattor comune queste esperienze a beneficio del territorio stesso e del settore pi\u00f9 in generale. <strong>Pensiamo all\u2019Umbria come a un laboratorio a cielo aperto<\/strong>, perch\u00e9 ha richiesto nel tempo sfide complesse e perch\u00e9 ci ha sempre consentito di combinare sul campo, in molteplici contesti, materiali tradizionali e tecnologie innovative, permettendoci cos\u00ec di migliorare i cicli d\u2019intervento e di trovare nuove soluzioni. Questo valeva quarant\u2019anni fa, quando in modo pionieristico abbiamo introdotto in Umbria i compositi nel campo del rinforzo strutturale, e vale tutt\u2019ora. Per esempio, in Umbria cos\u00ec come in Emilia, abbiamo iniziato a proporre, all\u2019incirca 15 anni fa, sistemi di rinforzo basati sulla combinazione tra malte a base di calce in classe M15 e <strong>tessuti in acciaio inox<\/strong>. Oggi questa stessa soluzione, ottimizzata con l\u2019esperienza e grazie a specifiche campagne di test previste dalle norme in vigore, non \u00e8 solo un sistema di rinforzo strutturale a bassissima invasivit\u00e0 e alta compatibilit\u00e0 con le murature, ma anche e soprattutto una tecnologia totalmente inalterabile, anche alle condizioni ambientali pi\u00f9 estreme. Sto parlando del nostro <strong>Kimisteel INOX 800<\/strong>. Questo sistema di tipo FRCM \u00e8 stato testato a fini certificativi in ambienti ultra-aggressivi presso i laboratori dell\u2019Universit\u00e0 Roma Tre e i risultati sono stati talmente positivi che l\u2019Universit\u00e0 stessa ci ha proposto di spingere il sistema all\u2019estremo, sottoponendolo al medesimo stress per <strong>5000 ore<\/strong>, ovvero 2000 ore in pi\u00f9 rispetto al monte orario richiesto dalle norme. Al termine dei test il sistema ha presentato un <strong>tasso di degrado pari allo 0,4%<\/strong>. Il dato \u00e8 incredibile, soprattutto se lo si rapporta al tasso di degrado limite previsto in materia, che non deve superare il 20% su un massimo di 3000 ore di test. Proprio per queste ragioni, Kimisteel INOX \u00e8 stato scelto e impiegato nel recente intervento di miglioramento sismico della <strong>Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi<\/strong>, che al suo interno conserva la Porziuncola di San Francesco. Gli interventi alla Basilica, e in particolare sulla cupola e sulle volte, svolgeranno la propria funzione strutturale per un periodo di tempo \u201cteoricamente\u201d illimitato. Ci\u00f2 introduce un\u2019altra considerazione importante, ossia quella sui <strong>vantaggi economici<\/strong> derivanti dall\u2019impiego di sistemi che non richiederanno nel tempo ulteriore manutenzione o nuovi lavori di sostituzione tecnologica. Considerando l\u2019immenso patrimonio storico e la sismicit\u00e0 del nostro Paese, progettare con un sistema come questo porterebbe benefici molteplici, in primis un <strong>risparmio notevole in termini di spesa<\/strong> pubblica.<\/p>\n<p><em><strong>Ci racconti qualche progetto\/intervento\/case history particolarmente interessante che avete realizzato sul territorio umbro\u2026<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Gli interventi realizzati in Umbria, degni di essere raccontati, sarebbero tantissimi. Posso citare fra tutti la <strong>ricostruzione del \u201997<\/strong> e gli interventi che si resero fondamentali per la Basilica di San Francesco d\u2019Assisi, oppure la <strong>messa in sicurezza del centro storico di Norcia dopo il terremoto del 2016<\/strong>. Nei mesi successivi al sisma del 30 ottobre, infatti, la Soprintendenza dell\u2019Umbria e i Vigili del Fuoco con l\u2019ausilio delle nostre malte storiche e l\u2019assistenza dei nostri tecnici, misero in atto una vasta operazione volta a proteggere le mura urbiche e tutti gli edifici religiosi lesionati dal sisma, al fine di evitare altri crolli e ulteriori lesioni causate dai fenomeni atmosferici. Come dicevo poc\u2019anzi per\u00f2, i cantieri particolarmente interessanti in Umbria sono molteplici e tra questi posso citarne sicuramnete altri. Per esempio, la ricostruzione della <strong>Basilica di Benedetto<\/strong> e i rinforzi strutturali eseguiti al Teatro Civico e agli edifici ATER sempre a Norcia, il consolidamento del campanile del Duomo di Foligno nel \u201998 e degli arconi di <strong>Piazza Grande a Gubbio<\/strong> pi\u00f9 di recente. Posso citare inoltre i lavori realizzati alla Rocca Flea a Gualdo Tadino, alla Torre del Vescovo a Citt\u00e0 della Pieve e al Ponte delle Torri a Spoleto oppure, ancora, al Museo Archeologico dell\u2019Umbria, alla Cattedrale di San Lorenzo, alla Fontana Maggiore, al Collegio universitario ADISU, al Teatro Turreno e al Palazzo della Provincia in centro a Perugia. Potrei andare avanti all\u2019infinito ma, per concludere, ci terrei a ricollegarmi proprio a quanto stavo dicendo precedentemente, ossia ai <strong>primi interventi con i materiali compositi<\/strong>. Proprio a Perugia, infatti, c\u2019\u00e8 uno dei primissimi edifici storici al mondo a essere stato consolidato con questi materiali: \u00e8 il <strong>Santuario di Rivotorto <\/strong>ad Assisi, ovvero l\u2019edificio che custodisce al proprio interno il Tugurio di San Francesco. <strong>Era il 1984<\/strong> e lo stesso Santuario, che aveva subito danni strutturali nei primi anni Ottanta, grazie agli interventi di rinforzo eseguiti all\u2019epoca con materiali del tutto nuovi nel settore, i tessuti in fibra di vetro combinati con resine epossidiche, <strong>resistette perfettamente al terremoto del 1997<\/strong>. Non solo: quarant\u2019anni dopo, le indagini di pull-off al Santuario, commissionate da KIMIA a un laboratorio specializzato per valutarne lo stato di conservazione, hanno dimostrato che <strong>ancora oggi quei materiali sono perfettamente integri e performanti<\/strong>. Il tema della durabilit\u00e0 dei materiali e le verifiche di questo tipo hanno una valenza importantissima per noi in quanto produttori ma in generale per tutti; ci permettono infatti di pianificare interventi preventivi mirati e possono aiutarci a individuare soluzioni sempre pi\u00f9 efficaci nella salvaguardia del patrimonio, anche in contesti emergenziali.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Federico Picuti<\/strong><br \/>\n<em>KIMIA<\/em><\/p>\n<hr \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per KIMIA il legame con l\u2019Umbria \u00e8 fondamentale e strettissimo. 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